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concorso riqualificazione piazza lungomare Duilio a Favignana (TP)

 

CONCORSO DI IDEE  PER LA RIQUALIFICAZIONE URBANISTICA E ARCHITETTONICA DELLA PIAZZA SUL LUNGOMARE DUILIO -  COMUNE DI FAVIGNANA – PROVINCIA DI TRAPANI

 

8° classificato
progettisti: Valerio Tunesi - Martina Zappettini - con Sara Grignani - Jacopo Avenoso 
 

 

relazione progettuale

L’area in oggetto s’inserisce a livello urbano in una sequenza di spazi aperti antistanti il litorale, che risultano ad oggi non tanto spazi collettivi quanto vuoti urbani disseminati tra il lungomare, quale asse principale, ed il costruito a monte, a carattere abitativo, costituito da semplici volumi squadrati, di modeste dimensioni, realizzato secondo la tipologia locale ma per lo più di scarso valore architettonico.

 Tali spazi  appaiono privi di connotazione urbano-architettonica, assolvendo a eventuali  funzioni di parcheggio.

Attualmente la piazza, pur essendo disegnata nella sua pavimentazione e dotata di alberatura/arredo urbano - nell’intento di costituire un punto di aggregazione e di sosta - risulta un ritaglio urbano “galleggiante” in mezzo ad un quadrivio, il cui lato principale è rappresentato dal Lungomare Duilio.

Due masse arboree chiuse in un sistema compositivo geometrico di aiuole, delimitano un asse pedonale di percorrenza tra l’abitato prospiciente ed il lungomare, creando un invito dal mare, molto definito ma  piuttosto casuale in relazione al contesto. Al contempo tale piazza non dialoga né con lo spazio aperto confinante ad est, nè con il mare, la cui vista è ostruita da un parapetto continuo in cemento.

’L'intento progettuale è quello di creare uno spazio qualificato e permeabile, connesso con l’intorno: l’operazione proposta è quella di valorizzare gli elementi significativi esistenti, quali le masse arboree, ridefinendo la superficie pavimentale. Quest’ultima si trasforma da campitura bidimensionale e mera base di appoggio, ad elemento espressivo, unitamente alle essenze arboree esistenti, mantenute integralmente.

Queste sono unificate in un prato modellato, con andamento curvilineo sinusoidale sia in pianta che in alzato : un nuovo tessuto verde, elastico generatore di uno spazio che trova naturalmente il suo punto focale fisico-visivo nel vertice attestato sul Lungomare Duilio verso est.

L’asse principale compositivo di tale tessuto, riferendosi a quello della cortina “curvilinea” costruita a monte, spinge naturalmente lo spazio aperto verso il mare in una tensione spaziale tra la punta a nord-est, quale punto focale, e lo spazio “generato” che si distende ad ovest, in spontanea connessione con lo spazio confinante, facente parte di un altro lotto. Con il proposito di una possibile e successiva operazione di ricucitura con detto spazio, ora non qualificato e destinato a parcheggio, si mantiene il percorso carrabile attuale dal mare, eliminando al contempo la diversificazione di campitura tra il tratto carrabile (asfalto) che divide i due spazi  e la parte pedonale (cotto grezzo), nell’ottica di un futuro eventuale continuum collettivo antistante il mare.

Se il fuoco visivo e fisico dello spazio in oggetto risulta il vertice attestato sul lungomare Duilio verso est, tale punto concentrerà conseguentemente la materia commemorativa, tesa per “dispiegarsi e scivolare” in direzione della zona alberata.  Una gradonata in pietra che, parallela al mare, sale dal punto d’ingresso (0.00/+0.15) alla piazza sino al fuoco commemorativo (+1.55/+2.00) sottolineato anche da un getto d’acqua marina di circa dieci metri, si distende parallelamente al lungomare sino ad un livello (+1.35) che permette un’aperta ed intera visuale sul mare, per poi ridiscendere verso la città (+0.15).

Al fine di una totale apertura sul mare si propongono tre tagli del parapetto in cemento lungo la passeggiata a mare, sostituendo le parti con semplice corrimano in acciaio: in corrispondenza dell’ingresso alla piazza-inizio percorso, dell’area panoramica e del suo vertice.

 Il “percorso commemorativo” ha un andamento non lineare, bensì spezzato, discontinuo nell’alzata e lungo le superfici di appoggio. L’immagine richiama quella di un “crostaceo o l’effetto prodotto nel terreno da un sisma”: una pietra spaccata da pressioni dell’acqua sotterranea, che nel punto più alto (+2.00), corrispondente al vertice della piazza, si manifesta in un getto verticale, per riversarsi lungo una fenditura lineare della pietra spessa. Questa è materia viva: dall’esterno appare una pietra dissestata,  roccia erosa dal vento e dalle acque, dall’interno appare quale elemento naturale vitale che s’innesta nel tappeto erboso ondulato (0.15/0.55).

 E’ la stessa materia che nella sua modellazione espressiva, in sinergia con il verde, diventa monumento: un percorso irregolare, accidentato, che prosegue in un’ampia superficie affacciata sul mare, non inerte ma vitale, che si muove dalle pressioni interne dell’acqua, quindi ferita, scomposta in lievi pendenze, per terminare in un vertice che raccoglie le tensioni vitali naturali manifestate nello sgorgo dell’acqua.

Tale materia è costituita da pietra ducale, incisa verso lo spazio interno, al fine commemorativo con nomi, date, in alcune porzioni verticali, quali i sedili.

 

In quest’unicuum vitale s’innesta l’elemento geometrico, umano, funzionale - che ospita le attività di bar-gelateria/edicola - che concorre nella forma e nella sua giacitura alla tensione spaziale già in atto. Un esplicito invito dal mare a tale spazio risonante nella forma di un sottile parallelepipedo ad un piano (ml.4,50x18,00x 3.00H.), che interseca la massa verde in direzione nord-sud, poggiando solidamente sul prato per protrarsi in sospensione verso il mare nella sua parte terminale.  Verso il costruito, in direzione ovest, il volume è materico, composto per lo più in blocchi di pietra di calcarenite locale, accogliendo verso la città, la funzione di edicola e bagni pubblici;  verso il mare e verso lo spazio aperto in oggetto la massa si svuota al centro accogliendo il verde esistente, si alleggerisce con l’inserimento di ampie porzioni vetrate, protette da una pelle lignea frangisole: questa, girando anche sulla copertura piana, filtra i raggi estivi e al contempo costituisce un disegno e un richiamo notturno a locale illuminato internamente.

Verso mare è collocata l’attività di bar-gelateria, fruendo anche dello spazio ombreggiato circostante, verde o pavimentato.

Lo spazio messo in risonanza da tali elementi espressivo-compositivi, viene trattato in modo neutro al fine di un maggior  risalto degli stessi. Così lo spazio intorno, interamente ad una stessa quota (0.00/+0.15), risulta una campitura a correre realizzata con un materiale tipicamente locale quale il cotto grezzo.