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ADI nuova sede

  
Concorso  per  nuova sede  ADI - Milano
progettisti: Martina Zappettini  - Valerio Tunesi con Valentina Rossotti  - Jacopo Avenoso

                             










 
Il progetto si basa su principi che governano l’innovazione espositiva e la maggior accessibilità mediante la scelta, contemporaneamente all’ideazione degli schemi tecnici/funzionali/spaziali, dei principi che governano l’assenza di discriminanti (come Universal Design e Design for All) nel rispetto dei diritti sociali e civili di tutti. E’ fondamentale la permeabilità verso gli spazi esterni (galleria, piazza e luoghi pertinenti); in tal senso le aperture presenti lungo le pareti estese dell’edificio saranno utilizzate, oltre che come ingresso ed uscita all’esposizione, come nuovi scorci visivi su soggetti o su nuove diverse altezze, comunicando al visitatore inattese possibilità percettive sia delle opere che degli spazi rigenerati. 
Composizione dello spazio e logiche di fruizione: lo spazio destinato si presenta con un'unica navata distinta da due diverse altezze. La necessità di poter individuare nel tempo flessibilità e variabilità nell’uso di questo volume interno ha indotto ad immaginare la scansione dello spazio mediante una sequenza di pareti espositive dinamiche, soggette cioè a possibili diversificati assetti mediante rotazioni assiali complete. In questo modo si creano differenti organizzazioni spaziali e si generano opportune “sezioni” che contribuiscono esse stesse alla versatilità di un’esposizione organica ma flessibile e intercambiabile.
Un piano ammezzato è ricavato per tutta la lunghezza del salone; ampie asole circolari praticate nella nuova soletta consentono la rotazione delle pareti espositive lungo il proprio asse disposto in corrispondenza delle capriate esistenti. In corrispondenza dello scarto in altezza del tetto è realizzato un ulteriore solaio/belvedere che consente prospettive verticali sulle sottostanti preesistenze industriali, disposte al piano -1 e antistanti alle pareti vetrate dell’archivio.
Le nuove strutture previste rispettano quelle esistenti, confrontandosi con il carattere industriale produttivo e inserendosi con un linguaggio neutro che non cerca l’imitazione o lo “scontro” generazionale.
L’originale ambiente produttivo diventa ora lo spazio in cui raccogliere gli “elementi della produzione”, del design e della creatività frutto comune di un percorso industriale.
Le pareti dinamiche generano al suolo, in corrispondenza della loro traiettoria circolare, un’impronta che definisce in “isole espositive” lo spazio dedicato agli oggetti della collezione di dimensione più importante; lo spazio attorno ad esse è destinato al percorso dei visitatori e alla disposizione di elementi tecnologici permanenti che consentano informazioni sulle parti della
collezione non in mostra.
Tutte le opere della collezione, esposte e non esposte, sono consultabili su sistemi personali (smartphone o tablet) mediante protocolli NFC o QR Code. Le pareti espositive mobili, flessibili anche al loro interno per la possibilità di “aprirsi” con mensole a scomparsa di differente dimensione lungo i due lati maggiori, consentono la presentazione a vari livelli delle opere della collezione: il sistema progettato prevede che gli oggetti siano visibili a distanza ravvicinata ma anche da prospettive mutevoli, ponendo al centro 46664HIV dell’esposizione complessiva il visitatore stesso, artefice del proprio percorso e della propria percezione dell’opera. Le pareti dinamiche contengono al loro interno una scala che consente il raggiungimento dei differenti livelli espositivi e la visione degli oggetti direttamente dalle aperture: l’organizzazione dello spazio espositivo può essere perciò aggiornata di volta in volta non solo sulla base dell’orientamento delle pareti ma anche, mediante le rampe interne, su diversi livelli.
Lunghe rampe previste nella galleria possono servire i piani interni della Permanente, mentre gli ascensori disposti in testa al lungo corpo dello spazio espositivo, sono utilizzati anche per la movimentazione delle opere ai piani -1, ±0 e +1.
Le pareti interne dell’edificio contenitore sono utilizzate per la sospensione di schermi retrattili automatizzati sui quali sono proiettate immagini relative agli oggetti vincitori nel corso delle edizioni del Premio. Anche le pareti dinamiche potranno essere utilizzate per proiezioni di immagini o contenere loro stesse, mediante la modularità dei propri varchi espositivi, schermi digitali per
visualizzazioni. Il visitatore che entrerà nello spazio della Permanente attraverso il varco situato in testa al museo (lato piazza interna) troverà un grande telo digitale che, distendendosi a tutta altezza forando con un’asola il solaio ammezzato, fornirà informazioni e aggiornamenti sulle iniziative prossime ed in corso. I materiali individuati per la realizzazione delle opere sono: acciaio per le strutture e i meccanismi, legno per le scale, materiali plastici riciclati per le pannellature espositive e informative, pavimentazioni in resine ecologiche e biocompatibili e teli in tessuti naturali per le finiture verti