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Nuova sede IUAV Venezia

NUOVA SEDE IUAV VENEZIA 1998
Il progetto, compresivo delle due aree A e B, si fonda su due sistemi paralleli e connessi:
il primo formato dalla rigida sequenza est-ovest degli ex Magazzini Ligabue, la cui testa diventa ora il nuovo complesso edilizio, una "C", la cui maglia costruttiva si basa sul perimetro definito dal Rio S.Nicolò; su questo complesso si "appoggia" un edificio ligneo (l'auditorium), cardine/principio del secondo sistema, costituito da uno spazio aperto che, liberato dall'edificio della Stazione marittima, si snoda sul mare.
 
Il primo sistema viene ad integrarsi con la città, diventandone adesso parte : gli elementi costituenti, se singolarmente muti tra loro in direzione est-ovest, formano insieme un reticolo entro cui si fissano le relazioni, attraverso il parco, tra il tessuto urbano a nord ed il mare.
Lo spazio a corte che si viene a creare tra i nuovi corpi edilizi, se da una parte è assimilabile ai vuoti tra gli edifici industriali, completandone la sequenza, dall'altra è il punto di maggior tensione collettiva. Su di esso infatti, tranne l'auditorium, si affacciano tutti gli spazi : quelli di ristoro, quelli di vendita (libreria) e quelli espositivi contenuti nel corpo a nord. La piazza della Chiesa S.Nicolò dei Mendicoli si affaccia sulla corte attraverso lo spazio aperto a Q.+2.08, scandito dalla trama di pilastri che costituiscono l'ossatura dell'edificio; a sud e ad ovest si aprono gli spazi didattici,le aule lettura/conferenze, gli studi docenti,di segreteria e di servizio, contenuti negli altri due corpi edilizi.
Il progetto assume una valenza urbana in quanto le qualità relazionali (interne/esterne) predominano sui singoli aspetti compositivi; è l’auditorium che si fa carico di questi aspetti, diventandone l’oggetto simbolo del sistema.
 
Il corpo ovest, un volume murario compatto alto (m.15.90) e sottile, che presenta poche bucature per lo più in forma di vuoti nella trama del paramento in mattoni, è l'elemento più forte sia dal punto di vista urbano sia nella logica interna progettuale in quanto tiene insieme gli altri due elementi. I corpi sud ed ovest presentano una veste muraria forte al fine di delimitare con precisione lo spazio "interno" alle varie attività; essi sono tra loro in continuità ma presentano sottili differenze di trattamento, come le bucature o la copertura o la larghezza del corpo, determinanti nella lettura di una gerarchia degli elementi. Il braccio a nord invece, pur appartenendo all'impianto in un continuum, mette a nudo una struttura in c.a.di travi e pilastri, che, pur ritmando lo spazio secondo un modulo ripetuto in serie, non è mai uguale nella scansione strutturale o nel rivestimento in tutti i piani. Il gioco di arretramenti e di sporgenze dei singoli componenti, di variazione sia modulare sia nella materia del rivestimento (vetro/legno), diversi soprattutto tra i due lati nord e sud, fa di detto volume un edificio con una valenza urbana, che rientra quindi nel gioco di pieni e vuoti e di vibrazioni caratterizzanti il tessuto edilizio veneziano.
Il punto focale tra il primo sistema ed il parco è l'edificio dell'auditorium. Esso, per il linguaggio, il materiale usato, il legno, la forma, quasi inconclusa in quanto suscettibile di indefinito allungamento, la posizione, in quanto esso sembra correre lungo un binario sul mare, dà un'immagine di leggerezza, quasi di precarietà: il contrasto con il forte carattere dell'impianto su cui si appoggia e dei Magazzini conferisce all'edificio una pecularietà tale da diventare il simbolo di questa parte di città. L’edificio sembra quasi lo scheletro di una nave sospesa sui telai di un cantiere navale: i telai in acciaio, che seguono la curvatura del solaio sovrastante, formano infatti la struttura del corpo contenente il bar. La sala al piano superiore è divisibile in due, di 240 e 260 posti ciascuna. Il corpo murario degli ascensori, rivestito in marmo, è il piedistallo-monumento dell’edificio.
Se si guarda all'intera area compresa tra la punta S.Marta e il ponte Trevisan, l'auditorium è il punto importante di attraversamento del parco, ma se ad ovest il riferimento visivo è la ex chiesa di S.Marta, ad est il parco si conclude con un elemento collettivo, una piscina sul mare: questa, come l'auditorium è un elemento leggero, la cui costituzione, cioè un recinto murario, contenente la vasca, i servizi, gli spogliatoi, coperti da capriate lignee, suscita nuovamente l'immagine di precarietà, di un relitto sul mare. Se il parco infatti ha come sfondo il sistema forte, i suoi elementi edilizi, leggeri, appartengono più al ciclo "naturale" che a quello umano-urbano: l'unico elemento che si distacca da questa logica è il sottile corpo, contenente un caffè e servizi vari, a ridosso della nuova piscina, integrato infatti al tessuto edilizio retrostante.
L’edificio ad un piano ridefinisce il triangolo edificato tra il complesso di S.Sebastiano e il Rio omonimo; la testata sottolinea la percorrenza tra la banchina e il Campo S.Sebastiano.
 






Lo spazio aperto si presenta come un'area a prato con sottile declivio dai Magazzini Ligabue al mare (dislivello di circa 60 cm.), delimitato sull'acqua da un camminamento costituito da blocchi di pietra; passerelle di legno, sospese leggermente dal terreno erboso, in continuità con il ponte pedonale, si immettono nel sentiero del manto erboso. Questo attraversa l'area e congiunge sia i punti di maggior importanza in senso est-ovest (l'auditorium, la piscina, il corpo dei servizi, il ponte Trevisan), sia ll mare con i nuovi spazi all'interno degli ex Magazzini.Il prato entra negli spazi tra gli edifici fermandosi al limite costituito dalla Guardia di Finanza.
Gli ex Magazzini ora diventano contenitori di attività ricreative-sportive complementari al parco: l'edificio ad est si trasforma in uno spazio cinema multisala, gli edifici centrali contengono due palestre, ciascuna su due livelli, mentre quello ad ovest ospita temporaneamente la Stazione Marittima, in previsione di un futuro e definitivo spostamento.
La scelta di demolire completamente l'attuale Stazione Marittima è finalizzata a creare un'area verde e attrezzata, al servizio del tessuto residenziale confinante e di Venezia. La Stazione Marittima spostata in altra sede invece si trova in un punto di maggior tensione collettiva, entrando a far parte del nuovo spazio di progetto.
Le imbarcazioni ora attraccheranno davanti al Ligabue e all'auditorium, dinnanzi a cui si realizzeranno il nuovo ponte carrabile come prolungamento della nuova banchina.ed il nuovo ponte pedonale adiacente, una passerella in ferro e legno arcuata, che permette il reale prolungarsi del parco alla sponda opposta.